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martedì, Aprile 23, 2024

Le aree protette proteggono veramente la biodiversità?

RicercaLe aree protette proteggono veramente la biodiversità?

Uno studio condotto dall’Università degli Studi dell’Aquila in collaborazione con l’Università di Bologna e l’Università di Bayreuth, ha dimostrato come le aree protette siano cruciali per la conservazione della biodiversità anche se è necessario un ampliamento per la tutela di alcune specie prioritarie. La ricerca è stata pubblicata su Conservation Biology (https://doi.org/10.1111/cobi.14212), una delle più prestigiose riviste di conservazione della biodiversità appartenente alla più antica e autorevole società internazionale Society for Conservation Biology. Lo studio ha preso in esame oltre 1.700 specie elencate nelle direttive Uccelli e Habitat dell’UE: mammiferi, uccelli, anfibi, rettili, artropodi, pesci, molluschi, e piante. I ricercatori hanno evidenziato come le aree protette appartenenti alla rete Natura 2000 a più di 25 anni dalla loro istituzione stiano ancora svolgendo il loro compito, proteggendo e conservando una gran parte della biodiversità europea.   

I risultati ottenuti hanno implicazioni significative per il futuro della conservazione della biodiversità in Europa. Suggeriscono che la prevista espansione della rete Natura 2000, come delineato nella Strategia europea sulla biodiversità per il 2030, dovrebbe concentrarsi su alcune aree chiave come il nord della Svezia e il sud del Portogallo, aree che attualmente mostrano un’efficacia limitata nel preservare la biodiversità. 

La conservazione della biodiversità è una sfida cruciale, la rete di aree protette Natura 2000 rappresenta lo strumento determinante a nostra disposizione per la salvaguardia della diversità biologica in Europa. Tuttavia, la sua efficacia varia a seconda delle regioni e delle specie considerate. Comprendendo queste variazioni ed espandendo strategicamente la rete, l’Europa può compiere passi significativi verso la conservazione della sua biodiversità e dei servizi ecosistemici ad essi associati. 

Leggi l’articolo completo su Conservation Biology: https://doi.org/10.1111/cobi.14212 

Consulta le news sulla Society for Conservation Biology Chapter Italiano (https://scbitaly.org/

Immagine 1: Adonis distorta Ten., specie prioritaria presente in Direttiva e quindi protetta a livello Europeo, fotografata nei pressi del Corno Piccolo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti Della Laga.

Didascalia Immagine 2: Mappa della ricchezza di specie di ciascun gruppo tassonomico considerato nello studio e della percentuale di copertura delle aree protette all’interno di una griglia di 10 km x 10 km in tutta Europa. Il blu scuro indica aree con elevata ricchezza di specie e bassa percentuale di protezione. Il giallo scuro indica aree con una bassa ricchezza di specie e un’elevata percentuale di protezione, mentre il verde scuro indica un’elevata ricchezza di specie e un’elevata percentuale di protezione

Lorenzo Ricci, Dottorando Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita

Lorenzo Ricci
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