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martedì, Aprile 23, 2024

Cambiamento climatico e specie in espansione

RicercaCambiamento climatico e specie in espansione

Una nuova ricerca recentemente pubblicata sulla rivista Frontiers in Ecology and Evolution, condotta dal laboratorio LACEMOD della Sezione di Scienze Ambientali del Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente, mostra i potenziali effetti del cambiamento climatico sulle dinamiche di areale di alcuni carnivori europei: lo sciacallo dorato (Canis aureus) e la lince eurasiatica (Lynx lynx).

Lo sciacallo dorato è un canide di medie dimensioni, un tempo diffuso nell’area balcanica, che dopo essere stato vicino all’estinzione nel 1950 a causa della persecuzione da parte dell’uomo, ha iniziato un’espansione, in corso ancora oggi, che lo ha portato a colonizzare quasi tutta l’Europa, inclusa la Scandinavia. Tra i diversi fattori che hanno favorito questa espansione, vanno citati: la protezione legale, la plasticità ecologica dello sciacallo dorato e, soprattutto, l’assenza del lupo grigio, specie in grado di limitare fortemente le popolazioni di sciacallo dorato. La grande adattabilità di questa specie ha consentito di sfruttare diverse risorse trofiche, agendo sia come predatore che come “spazzino”. Di recente, sono stati osservati anche eventi di cleptoparassitismo (interazione in cui una specie “ruba” la preda ad un’altra) dello sciacallo ai danni della lince eurasiatica. Questo felino, a comportamento solitario, è un predatore apicale un tempo largamente diffuso in Europa, ma portato sull’orlo dell’estinzione tra il XIX e il XX secolo, tanto che solo quattro popolazioni erano rimaste vitali. Grazie alle attività di protezione legale e a diversi programmi di reintroduzione, le popolazioni di lince sono in seguito aumentate, tornando anche nelle aree dove erano scomparse. Tuttavia, molte delle popolazioni che si sono sviluppate a seguito di reintroduzioni sono numericamente ridotte, isolate e con una limitata variabilità genetica, risultando ancora fortemente minacciate. In questo contesto, quindi, una nuova interazione competitiva della lince con un’altra specie, come quella osservata con lo sciacallo dorato, può rappresentare un fattore allarmante.

Recentemente, alcune linee di ricerca sono state attivate per investigare, attraverso l’utilizzo dei modelli di distribuzione delle specie (SDMs), l’idoneità ambientale nella situazione attuale ed i possibili cambiamenti futuri nelle aree di compatibilità ambientale, sia per quanto riguarda la lince sia per lo sciacallo, mettendole successivamente in relazione con la distribuzione del lupo grigio.

I risultati ottenuti hanno mostrato due diversi andamenti: il primo con l’areale dello sciacallo dorato in progressiva espansione ed il secondo con quello della lince in contrazione. Per lo sciacallo, anche in Italia molte aree settentrionali aumenteranno di idoneità con un trend meridionale lungo la costa adriatica. Il cambiamento climatico in atto sembra quindi in grado di favorire lo sciacallo dorato nel suo processo di espansione, attraverso inverni più miti, mentre la lince vede aumentare le aree di idoneità ambientale solo in Scandinavia, diminuendo nel resto d’Europa. Proprio per queste dinamiche, l’area di simpatria (aree dove due specie si trovano a coesistere ed interagire) tra le due specie tenderà ad aumentare nell’Europa settentrionale dove, tuttavia, si prevede anche l’estensione dell’habitat compatibile alla presenza del lupo. Anche in Europa centrale e meridionale, le aree di idoneità del lupo aumenteranno, sovrapponendosi in molti casi alle aree di simpatria di sciacallo e lince.

La ricerca basata sull’utilizzo dei modelli di previsione offre, quindi, spunti stimolanti nello studio delle distribuzioni attuali e future di animali di elevato interesse naturalistico e biogeografico, indicando possibili strategie da attuare nelle azioni di conservazione e tutela ambientale.

Link alla pubblicazione: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fevo.2023.1165968/full

Davide Serva, dottorando, MESVA Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente

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