Prestigioso riconoscimento per la ricerca scientifica dell’Università degli Studi dell’Aquila. In occasione dell’ultimo congresso della SIdP (Società Italiana di Parodontologia e Implantologia), il gruppo di ricerca guidato dal prof. Davide Pietropaoli è stato insignito del prestigioso Premio “G. Cardaropoli” 2026.
Il premio, destinato al miglior studio scientifico nel campo della Parodontologia e dell’Implantologia, è stato assegnato al lavoro dal titolo: “Single-Cell Transcriptomics of Circulating Immune Cells Reveals Sex-Biased Activity in Human Low-Grade Inflammation Sustained by Periodontitis”. Lo studio vede come prima autrice Martina Cardisciani, dottoranda del XLI ciclo presso Dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente (MESVA), coadiuvata dai colleghi Serena Altamura, Maria Ausilia D’Angelo, Sara Di Nicolantonio e dallo stesso prof. Pietropaoli.
L’indagine si colloca alla frontiera della medicina traslazionale di precisione. Utilizzando tecniche avanzate di trascrittomica a singola cellula, il team UnivAQ ha dimostrato come l’infiammazione cronica di basso grado causata dalla parodontite influenzi in modo differente il sistema immunitario di uomini e donne. Si tratta di una scoperta fondamentale che apre la strada a percorsi terapeutici personalizzati, confermando l’Ateneo aquilano come un polo di riferimento per lo studio delle correlazioni tra salute orale e patologie sistemiche.
“Questo riconoscimento della SIdP, una delle società scientifiche più rigorose al mondo, è una conferma del valore del nostro gruppo e, soprattutto, del talento dei nostri giovani ricercatori come Martina Cardisciani”, ha commentato il Prof. Davide Pietropaoli, esperto UnivAQ per la clinica odontostomatologica e la medicina traslazionale. “Portare l’analisi molecolare ad alta risoluzione in ambito odontoiatrico ci permette di capire meglio il legame tra bocca e salute generale, nell’ottica di una medicina sempre più ‘su misura’ per il paziente.”
Un ulteriore riconoscimento che consolida i risultati della ricerca scientifica dell’Università degli Studi dell’Aquila, capace di coniugare innovazione tecnologica e impatto clinico immediato.

