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mercoledì, Maggio 22, 2024

Scienza e fumetti: intervista a Dario Bressanini

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Dario Bressanini, chimico e divulgatore scientifico, è stato ospite di Parentesi, la rassegna di letteratura scientifica organizzata da Gran Sasso Science Institute in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila. L’appuntamento si è tenuto il 2 maggio nella Libreria Colacchi all’Aquila. 

Fumetti, dialoghi e studenti sono stati gli ingredienti dell’incontro che si è tenuto tra Bressanini e le dottorande e i dottorandi del GSSI e di UnivAQ. Prendendo le mosse dal suo ultimo libro “Doctor Newtron. La scienza nel fumetto”, edito da Feltrinelli, Bressanini, attraverso il supereroe fittizio Doctor Newtron, racconta come i comic book supereroistici abbiano rappresentato la scienza dal Novecento a oggi. Bressanini è autore di tutte le avventure di Doc Newtron, di cui ha scritto soggetti e sceneggiature, affidate a un team di disegnatori capaci di omaggiare i grandi maestri dei comics americani. Fumetto e scienza si uniscono, raccontando come scienziati e avvenimenti del mondo reale, da Oppenheimer al lancio dello Sputnik al Progetto genoma umano, si siano riverberati nei fumetti dei supereroi cambiando la rappresentazione della scienza e degli scienziati nell’immaginario collettivo, influenzandone a sua volta la società. 

Bressanini, è la prima volta che si cimenta con il genere del fumetto? 

Sì, ho preso lezioni durante la pandemia. Quando l’ho fatto non sapevo che avrei scritto un fumetto. Come molti di noi, durante la pandemia abbiamo cercato di fare corsi online, c’è gente che panificava, per dire. Io ho scelto di fare due corsi, uno di di sceneggiatura di fumetto, l’altro di graphic journalism con Marco Rizzo. 

Il fumetto può consolidarsi come strumento di divulgazione scientifica? 

Si deve trovare la chiave giusta perché il rischio, come ho visto su qualche manga, è di fare una cosa troppo didascalica. La base del fumetto è narrativa, per cui deve servire per raccontare storie curiose. Ci sono già tanti fumetti stranieri tradotti nei vari campi. Più spesso biografie di scienziati e scienziate, ma anche storie particolari che incuriosiscono su qualche aspetto scientifico che poi chi legge va ad approfondire in altra maniera, che è quello che si fa normalmente nella divulgazione sui social. Per convincere una persona, un ragazzo o una ragazza soprattutto, a leggersi un saggio impegnativo devi prima stuzzicarla in una maniera un po’ diversa. Per ora ho visto più di un fumetto che ha la scienza come sfondo, ma non racconta dati scientifici. 

Parlando in particolare della chimica, qual è lo sviluppo che vede? Ci sono nuove modalità anche per avvicinare le persone allo studio di questa materia? 

Sinceramente non lo so. Vedo che colleghe e colleghi più giovani cercano un po’ di svecchiare i metodi di insegnamento classici e di rendere un po’ più vivaci le lezioni. È anche un po’ obbligatorio, perché hai davanti studenti che non sono come gli studenti di venti anni fa che si aspettavano di andare a lezione e sentirsi due ore o tre ore di discorso e prendere appunti. Adesso devi mantenere l’attenzione molto viva, per cui sei obbligato a rendere un po’ più vivace la lezione, raccontando aneddoti, cercando di coinvolgere continuamente. Ecco, una cosa che non insegnano a noi docenti è insegnare. Per cui c’è quello talentuoso che è in grado di intrattenere gli studenti e altri no. Non dico che uno deve fare scena, però quando fai lezione è come essere sul palco.  

I supererori buoni hanno i laser, le super forze, invece i chimici che trasformano gli elementi sono visti più come personaggi cattivi… 

Vero! In realtà perché ci sono pochissimi chimici nei fumetti, Flash era un chimico, ad esempio, c’è una predominanza di fisici e biologi. La chimica è sempre vista male! Poi affascina molto meno. Se parli di astrofisica, parli di buchi neri, di stelle è affascinante. Le molecole, invece, non si vedono.  

Il prossimo libro sarà un fumetto? 

Non lo so ancora perché mi sono preso quest’anno per scrivere i miei articoli scientifici. Io continuo a fare ricerca, ma negli ultimi anni mi sono dedicato ad altro e ho materiale accumulato.  

Dario Bressanini è nato a Saronno nel 1963, appassionato di fumetti da sempre e docente di chimica nel Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università degli Studi dell’Insubria a Como, dove svolge attività di ricerca. È seguito da più di un milione di persone sulle piattaforme social e in qualità di divulgatore scientifico collabora con numerose testate giornalistiche, radiofoniche e televisive. Ha pubblicato per Chiarelettere Pane e bugie (2010) e Le bugie nel carrello. Le leggende e i trucchi del marketing sul cibo che compriamo (2013), dedicati alla disinformazione alimentare; per Zanichelli ha firmato OGM tra leggende e realtà. Alla scoperta delle modifiche genetiche nel cibo che mangiamo (2018); per Dedalo I giochi matematici di Fra’ Luca Pacioli (2011) e insieme a Beatrice Mautino, per Rizzoli, Contro Natura (2015). Per Gribaudo ha pubblicato La Scienza della Pasticceria (2014), La Scienza della Carne (2016), La Scienza delle Verdure (2019) e La Scienza delle Pulizie (2022). Per Mondadori Fa bene o fa male? Manuale di autodifesa alimentare (2023). 

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