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La prof. Simona Sacco al vertice della neurologia europea: si conclude la presidenza ESO

EventiLa prof. Simona Sacco al vertice della neurologia europea: si conclude la presidenza ESO

Terminato il mandato biennale 2024–2026 della prof. Simona Sacco alla guida della European Stroke Organisation. Il Congresso internazionale di Maastricht segna il passaggio di consegne.

L’ictus cerebrale: una sfida ancora aperta

L’ictus cerebrale rappresenta ancora oggi una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo. Ogni anno, circa 17 milioni di persone nel mondo vanno incontro a un ictus, con oltre un milione di nuovi casi l’anno in Europa. In Italia si stimano circa 200.000 eventi ogni anno. È la seconda causa di morte a livello globale e la prima causa di disabilità acquisita nell’adulto.

Tuttavia, i progressi della ricerca negli ultimi due decenni hanno trasformato radicalmente la prognosi della malattia. L’introduzione della trombolisi endovenosa prima, e della trombectomia meccanica poi, ha permesso di ricanalizzare le arterie occluse entro poche ore dall’esordio, riducendo in modo significativo la mortalità e soprattutto la disabilità permanente. Oggi, trattato tempestivamente in un centro specializzato, un paziente su tre che avrebbe riportato gravi esiti torna a una vita autonoma. Le Stroke Unit — reparti dedicati all’assistenza multidisciplinare dello stroke — hanno da sole ridotto la mortalità intraospedaliera di circa il 20%. Risultati che sarebbero stati impensabili solo trent’anni fa.

Ma la partita non è vinta: nuove sfide all’orizzonte

Nonostante i progressi terapeutici, il peso dell’ictus sulla società è destinato ad aumentare. L’invecchiamento della popolazione, la persistenza di fattori di rischio tradizionali ancora insufficientemente controllati — ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, diabete, dislipidemia, fumo — e l’emergere di nuovi fattori di rischio stanno ridisegnando il profilo epidemiologico della malattia.

Tra i fattori emergenti di maggiore preoccupazione figurano l’inquinamento atmosferico — ormai riconosciuto come fattore di rischio cardiovascolare e cerebrovascolare — e le microplastiche, la cui presenza nei tessuti vascolari umani è stata recentemente documentata con un impatto biologico ancora in fase di studio. Le proiezioni demografiche indicano che entro il 2050 il numero di ictus annuali potrebbe raddoppiare rispetto ai livelli attuali. È dunque indispensabile non abbassare la guardia: prevenzione, ricerca e formazione rimangono le leve fondamentali.

Due anni alla guida della European Stroke Organisation

Si è concluso a Maastricht, dal 6 all’8 maggio 2026, il Congresso annuale della European Stroke Organisation (ESO), la principale società scientifica europea — e tra le più influenti al mondo — nel campo delle malattie cerebrovascolari. L’occasione ha segnato anche il termine del mandato biennale 2024–2026 alla presidenza dell’organizzazione, ricoperto dalla Professoressa Simona Sacco, Professoressa Ordinaria di Neurologia all’Università degli Studi dell’Aquila, Direttrice della UOC di Neurologia e Stroke Unit dell’area Avezzano-Sulmona e Direttrice ad interim della Neurologia e Stroke Unit dell’Aquila.

L’ESO riunisce migliaia di specialisti provenienti da decine di Paesi, coordina la produzione di linee guida cliniche di riferimento internazionale, promuove la ricerca traslazionale, la formazione continua ed è attiva nei tavoli istituzionali europei. “Guidare una società di questo livello significa confrontarsi con le migliori menti e competenze del settore a livello mondiale, coordinare iniziative su scala europea e assumere responsabilità scientifiche, organizzative e istituzionali di grande rilievo. Un’esperienza di alto valore formativo e professionale, che porta con sé una visione più ampia del panorama scientifico globale e nuove prospettive per la ricerca” dichiara la prof.ssa Sacco.

La ricerca sull’ictus all’Università dell’Aquila: progetti di eccellenza

L’Università degli Studi dell’Aquila è attivamente impegnata in ricerche di frontiera sull’ictus cerebrale, con un portafoglio di progetti che spaziano dall’innovazione tecnologica alla farmacologia, dal coordinamento internazionale allo studio di condizioni cliniche complesse.

Progetto POCS — RM mobile a basso campo nell’ictus acuto

Finanziato con 4.000.000 di euro dal Ministero della Salute, il progetto POCS studia l’impiego della risonanza magnetica mobile a basso campo nel setting dell’ictus acuto. Questa tecnologia potrebbe consentire una diagnostica neuroimaging rapida e accessibile direttamente al letto del paziente o in contesti privi di RM tradizionale, aprendo nuovi scenari per la gestione precoce dell’ictus.

Progetto ALIGNED — Ictus da cause rare (PNRR)

Con un finanziamento di 1.000.000 di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il progetto ALIGNED è focalizzato sull’ictus da cause rare. L’obiettivo è migliorare la comprensione, la diagnosi e il trattamento di forme di ictus meno frequenti ma spesso particolarmente gravi e di difficile gestione clinica.

Progetto ASPERA — Studio internazionale su ictus e anticoagulanti

ASPERA è uno studio internazionale coordinato dall’Università dell’Aquila, con la partecipazione di 47 centri in 15 Paesi e migliaia di pazienti arruolati. La ricerca riguarda i pazienti con ictus ischemico che erano già in trattamento con farmaci anticoagulanti al momento dell’evento, una condizione di particolare complessità clinica e di crescente rilevanza epidemiologica.

Progetto CLOT — Ictus ischemico in terapia anticoagulante

Il progetto CLOT approfondisce ulteriormente la casistica dei pazienti che sviluppano un ictus ischemico nel corso di una terapia anticoagulante in atto, esplorando i meccanismi fisiopatologici e le strategie terapeutiche ottimali per questa popolazione ad alta complessità.

Studi clinici internazionali: L’Aquila protagonista

La Neurologia e Stroke Unit ha partecipato come centro reclutatore di rilievo a due importanti studi clinici internazionali, condotti nelle strutture assistenziali della ASL Avezzano-Sulmona-L’Aquila, a conferma della capacità di integrare ricerca e assistenza di alto livello.

Studio OCEANIC-Stroke su Asundexian. Lo studio OCEANIC-Stroke ha valutato l’efficacia di asundexian, un inibitore del fattore XIa, nella prevenzione secondaria dell’ictus ischemico. I risultati, positivi, sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine, la più autorevole rivista medica al mondo. Asundexian è destinato a entrare in commercio e a modificare significativamente le strategie di prevenzione secondaria dell’ictus, offrendo un profilo di efficacia e sicurezza potenzialmente superiore rispetto agli anticoagulanti oggi disponibili.

Studio LIBREXIA-STROKE su Milvexian. Della stessa classe farmacologica, lo studio su milvexian ha completato il reclutamento dei pazienti. I risultati sono attesi con grande interesse dalla comunità scientifica internazionale, nella prospettiva di ampliare ulteriormente le opzioni terapeutiche disponibili per la prevenzione dell’ictus.

L’insieme di questi risultati — la leadership scientifica internazionale, i grandi progetti di ricerca finanziati, la partecipazione a trial clinici di frontiera — testimonia l’eccellenza della neurologia vascolare all’Università dell’Aquila e il contributo dell’Ateneo alla cura e alla comprensione di una delle più rilevanti emergenze sanitarie del nostro tempo.

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