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UnivAQ su Nature Reviews Earth & Environment: sintesi globale 2025 sul regresso dei ghiacciai

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Un altro importante riconoscimento per l’Università degli Studi dell’Aquila, che conferma il proprio ruolo di primo piano nella ricerca internazionale sul clima e sulle scienze della Terra.

L’Ateneo aquilano ha infatti partecipato alla sintesi globale 2025 sullo stato dei ghiacciai terrestri, uno dei più completi lavori di riferimento a livello mondiale sul bilancio di massa delle masse glaciali e sul loro contributo all’innalzamento del livello del mare. Lo studio è stato pubblicato sulla collana Climate Chronicles della rivista Nature Reviews Earth & Environment (impact factor 71.5) e nel rapporto European State of the Climate 2025, elaborato dal Copernicus Climate Change Service (C3S) in collaborazione con l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO).

Il lavoro documenta un’accelerazione significativa della perdita di massa dei ghiacciai a scala globale, confermando una tendenza ormai consolidata negli ultimi decenni. Nel solo anno idrologico 2025, i ghiacciai terrestri hanno perso 408 ± 132 gigatonnellate (Gt) di massa, contribuendo a un innalzamento del livello medio del mare di 1.1 ± 0.4 millimetri. Le perdite risultano particolarmente marcate in diverse regioni del pianeta, con contributi rilevanti dalle alte montagne dell’Asia, dall’Alaska e dall’Artico russo.

“Il 2025 rappresenta un  anno in cui i ghiacciai hanno continuato a ridursi a un ritmo molto elevato”, ha dichiarato Michael Zemp, Direttore del World Glacier Monitoring Service (WGMS) e autore corrispondente dello studio. “Per dare un ordine di grandezza, la perdita annuale di massa registrata nel 2025 equivale al volume d’acqua necessario per riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per l’intera durata dell’anno”.

In questo contesto, il contributo dell’Università dell’Aquila è legato al monitoraggio del sistema glaciale  del Calderone, l’unico apparato glaciale dell’Appennino, che rappresenta un osservatorio particolarmente sensibile agli effetti del cambiamento climatico. Le attività di ricerca hanno fornito dati di bilancio di massa, integrati nella ricostruzione globale realizzata dal World Glacier Monitoring Service.

“Il monitoraggio del Calderone riveste un’importanza scientifica particolare perché consente di osservare le rapide trasformazioni in atto alle quote più elevate dell’Appennino”, sottolinea il prof. Paolo Tuccella, coautore del lavoro e referente per il Comitato Glaciologico Italiano per il monitoraggio del Calderone, insieme al prof. Massimo Pecci dell’Università della Tuscia. “Negli ultimi anni, a causa delle rapide variazioni morfologiche dell’ambiente del Calderone – legate al brusco aumento delle temperature che interessa anche le alte quote appenniniche – abbiamo sviluppato e adottato un nuovo metodo di misura del bilancio di massa, più idoneo ad un ambiente in rapida trasformazione come quello del Gran Sasso”.

Il contributo dell’Ateneo si inserisce all’interno di una rete internazionale di osservazione che integra misure in situ, telerilevamento e modelli geostatistici avanzati. I dati utilizzati nello studio derivano dalla collaborazione tra numerosi istituti di ricerca e sono stati armonizzati dal World Glacier Monitoring Service.

Didascalia grafico: Variazione globale della massa glaciale nel periodo 1976–2025. Le barre colorate indicano gli anni con variazioni di massa annuali positive (blu) e negative (rosso) e mettono in evidenza i risultati del 2025 (rosso scuro). I tassi decennali di variazione della massa (Gt/anno) sono indicati sopra l’asse delle ascisse. La linea nera tratteggiata indica una variazione di massa (circa 362 Gt) equivalente a 1 mm di innalzamento del livello del mare. Fonte: The WGMS Network (2026), Nature Reviews Earth & Environment. https://doi.org/10.1038/s43017-026-00777-z

L’analisi di lungo periodo evidenzia inoltre un’accelerazione della perdita di massa glaciale: da meno di 100 Gt annue tra il 1976 e il 1995, a circa 230 tra il 1996 e il 2015, fino a circa 390 Gt all’anno nel periodo 2016–2025. Nel complesso, dal 1975 a oggi, i ghiacciai hanno perso oltre 9500 Gt di massa, contribuendo a un innalzamento del livello del mare superiore a 26 mm.

Un risultato di grande rilevanza scientifica che conferma il ruolo dell’Università degli Studi dell’Aquila all’interno delle principali reti internazionali di ricerca sul clima e sui cambiamenti ambientali, e che rafforza il contributo dell’Ateneo alla comprensione dei processi che stanno trasformando in modo rapido e profondo gli ecosistemi montani.

Riferimenti:

Copernicus Climate Change Service (C3S) and World Meteorological Organization (WMO), 2026: European State of the Climate 2025. https://climate.copernicus.eu/ESOTC

The WGMS Network: Zemp, M., Welty, E., Nussbaumer, S., Bannwart, J., Gärtner-Roer, I., Wells, A., Ahlstrøm, A., Anderson, B., Andreassen, L., Azam, M., Barnett, J., Baroni, C., Barrand, N., Bauder, A., Bernard, E., Berthier, E., Bertolotti, G., Bolch, T., Bonnefoy-Demongeot, M., Braun, M., Burgess, D., Cáceres, B., Cappelletti, D., Carrivick, J., Carturan, L., Cat Berro, D., Ceballos, J., Cobos, G., Cruz, R., Cullen, N., Dahlkvist, J., Dávila, L., de Villiers, S., Demberel, O., Dinale, R., Drozdov, E., Dussaillant, I., Elagina, N., Elvehøy, H., Erofeev, A., Falaschi, D., Fischer, A., Fischer, M., Florentine, C., Fujita, K., Galos, S., Garcia, A., Gourmelen, N., Grosso, F., Gubanov, A., Gunnarsson, A., Guyez, A., Hartl, L., Hoelzle, M., Huenante, J., Hugonnet, R., Huss, M., Hynek, B., Imazu, T., Iturraspe, R., Jakob, L., Joshi, S., Karimi, N., Kirchner, N., Kjøllmoen, B., Kohler, J. ,Kutuzov, S., Lavrentiev, I., Lea, J., Lendvai, A., Li, H., Li, S., Li, Z., Linsbauer, A., Marinsek, S., Mattea, E., Mayer, C., McNeil, C., Mercalli, L., Messerli, A., Michael, C., Morra di Cella, U., Navarro, F., Navruzshoev, H., Neureiter, A., Nosenko, G., Pálsson, F., Pecci, M., Pelto, M., Popovnin, V., Prinz, R., Puigdomenech, C., Purdie, H., Rossotto, A., Ruiz, L., Sass, L., Schytt Mannerfelt, E., Scotti, R., Shangguan, D., Shepherd, B., Six, D., Smirnov, A., Sobota, I., Strudl, M., Sugiyama, S., Thibert, E., Thomson, L., Thorsteinsson, T., Tielidze, L., Tolle, F., Toropov, P., Tuccella, P., Umirzakov, G., Usubaliev, R., Vargo, L., Yang, W., and Zagel, B. (2026): Global glacier mass change in 2025. Nature Reviews Earth & Environment, 7, p. 213-215. https://doi.org/10.1038/s43017-026-00777-z Online PDF: https://rdcu.be/fb6iD

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