Una rete tra gli atenei abruzzesi e i Comitati unici di Garanzia con la Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo e il progetto ‘On the Road’, è stata al centro di un incontro laboratorio, con alcune rappresentanze di studenti e scolaresche del territorio, che si è tenuto nella sala Rivera del Centro congressi “L. Zordan” dell’Università degli studi dell’Aquila.
Superare le disparità di genere e dialogare con i ragazzi nell’ottica dell’affettività e del rispetto reciproco: è questo l’obiettivo di “On the road”, un progetto nato per favorire il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza.
“Da diversi anni abbiamo un presidio culturale quotidiano all’Università dell’Aquila perché queste problematiche si riducano alla fonte ” ha detto il rettore Fabio Graziosi.
“Abbiamo bisogno di fare rete con la società civile, con le associazioni e con le imprese per portare i valori del rispetto reciproco nei gruppi di amici, nel privato e nelle nostre famiglie” ha detto Carmine Catenacci, prorettore vicario dell’Università Chieti-Pescara “G. d’Annunzio”.
La presidente della CPO, Rosa Pestilli, ha ricordato come “la Commissione Pari Opportunità lavori per rimuovere gli ostacoli alla parità di genere con una programmazione strategica che faccia rete come il progetto ‘On the road’, per garantire una giustizia sociale”.
“On the road entra nell’università in vari modi” sottolinea la professoressa Antinisca Di Marco, referente UnivAQ per le Pari Opportunità “soprattutto facendo rete, il che significa integrare tutti gli strumenti formale già esistenti. UnivAQ agirà per quello che sono le sue competenze, abbiamo diverse attività già in essere, dalla formazione dei docenti al Pinkamp allo sportello antiviolenza. Continueremo a fare tutto questo ma in rete”.
“UnivAQ” osserva la professoressa Silvia Nanni, presidente del Comitato Unico di Garanzia (CUG) di ateneo “aderisce a On the road anche attraverso il CUG e le proprie competenze. Faremo la proposta di istituzione di una rete dei CUG regionali, nell’idea che la collaborazione è l’unico modo per valorizzare buone prassi e obiettivi comuni, riguardanti l’educazione di genere a 360 gradi”
Il laboratorio si è tenuto con tavoli tematici multidisciplinari in cui sono intervenute alcune componenti della CPO in un dialogo aperto con i giovani presenti stimolando il loro pensiero critico.















