5.1 C
Comune di L'Aquila
venerdì, Marzo 20, 2026

UnivAQ su Science. Quando l’evoluzione rompe le regole

Gli animali mostrano una straordinaria varietà di...

GENERA-COPA: nuovo progetto Erasmus+ finanziato per promuovere genere e diversità nelle STEM

L’iniziativa europea è stata selezionata per ricevere...

Gli studenti del Cotugno e del D’Aosta all’inaugurazione della nuova sede del POMAQ

Ateneo e comunitàGli studenti del Cotugno e del D'Aosta all'inaugurazione della nuova sede del POMAQ

E’ stata inaugurata, questa mattina, la nuova sede del Polo museale dell’Università degli Studi dell’Aquila (POMAQ), a Palazzo Ciavoli-Cortelli, in via Roma 33.

Presenti, al taglio del nastro, il rettore UnivAQ Fabio Graziosi e il direttore generale dell’ateneo, Pietro Di Benedetto; la rettrice del Gran Sasso Science Institute Paola Inverardi; i professori UnivAQ Michele Maccherini, Alfonso Forgione e Luca Pezzuto, che hanno diretto, negli anni, l’allestimento del POMAQ.

Nato su iniziativa della Prof.ssa Giovanna Millevolte e inaugurato nel 2018, il POMAQ è un museo diffuso, dislocato nelle varie sedi dell’Università dell’Aquila, ma comprendente anche il Museo delle ceramiche di S. Domenico e il Giardino alpino di Campo Imperatore. Il suo logo ha sette petali, come le collezioni in esso ricomprese: Archeologia, Scienze ambientali, Strumenti per le scienze biotecnologiche, Strumenti di misura per grandezze fisiche, Strumenti per il calcolo applicato, Collezione di Nicola D’Arcangelo stampatore d’Arte, Scienze e tecnologie per l’ingegneria.

Il nuovo allestimento ospitato nei locali situati al piano terra di Palazzo Ciavoli Cortelli, contiene collezioni costituite da strumenti legati agli studi nel campo delle scienze biologiche e biotecnologiche, ambientali, informatiche, fisiche e ingegneristiche; dispositivi per lo più dismessi dall’ateneo, ma in parte provenienti anche da donazioni private, che abbracciano un arco temporale molto vasto, che va dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del Novecento.

Il taglio del nastro di oggi è coinciso con la Giornata nazionale delle Università italiane e dell’iniziativa “Università svelate 2026, promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI).

Per il primo giorno di apertura al pubblico, la sede del POMAQ di Palazzo Ciavoli-Cortelli è stata visitata dagli alunni e dalle alunne del Convitto Cotugno e dell’Istituto comprensivo D’Aosta, che hanno fatto tappa anche a Palazzo Camponeschi e al Museo delle Ceramiche di San Domenico.

“Si tratta di uno spazio espositivo particolare” ha affermato il rettore Fabio Graziosi “perché raccoglie la storia recente dell’ateneo, ospitando collezioni composte da strumenti di calcolo di tipo informatico, fisico, biologico e biotecnologico usati nei nostri laboratori. Siamo convinti che sia opportuno rendere disponibile per la città e soprattutto per i giovani questa memoria collettiva. Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati per il raggiungimento di questo obiettivo, i professori Maccherini, Forgione e Pezzuto, e sono felice di aver tagliato il nastro insieme alla rettrice del GSSI Paola Inverardi, che era rettrice dell’Università dell’Aquila quando è partito questo percorso. Progetti e iniziative come questo richiedono tempo e pazienza, per questo partono in un rettorato e terminano in un altro”.

“È motivo di grande soddisfazione” ha dichiarato la rettrice del GSSI Paola Inverardi “vedere giungere a compimento un progetto avviato nel 2017, oggi finalmente aperto al pubblico. L’iniziativa consente di offrire, soprattutto alle nuove generazioni, una lettura storica dell’evoluzione tecnologica che, nel corso del secolo scorso, ha accompagnato e sostenuto la ricerca, la pratica scientifica e l’esercizio delle professioni, contribuendo in modo determinante al progresso della conoscenza”.

+ posts

Dai uno sguardo agli altri contenuti

Dai uno sguardo:

Articoli più popolari